Il petroliere (2007)

Indovinate in che giorno la mia prof ha messo l’esame?

Non c’è dubbio, che in 28 giorni di Febbraio, riuscisse a beccare il giorno, anzi la mattina, dopo la notte degli Oscar. Ovviamente io non l’ho potuta vedere, né tanto meno ho visto i film candidati quest’anno, ma cercherò di recuperare!

Sì, ma la notte degli Oscar è passata da giorni, eppure io ho latitato ancora. Beh, diciamo che i problemi non si limitano più neanche ad arrivare in coppia. Ormai parliamo di… Sciami? Banchi? Stormi? Branchi?

Ho però recuperato alcuni film sulla mia lista dei “Da vedere”, e intanto ve ne parlerò!

Qualche tempo fa su Facebook mi sono imbattuta sulla vita di Daniel Day-Lewis e, incuriosita, ho messo nella famosa lista alcuni dei suoi film. E oggi vi parlerò di un film per cui ha vinto l’Oscar come Migliore Attore Protagonista.

Trama: Inizio ‘900, California. Daniel Plainview (Daniel Day-Lewis) è un minatore. Per puro caso nel 1898 scopre un possibile giacimento petrolifero e negli anni successivi crea una piccola azienda di estrazione. Nel 1902, durante un’estrazione, un suo lavoratore perde la vita e Daniel decide di prendere con sé il figlio di questi, e chiamarlo H.W. (Dillon Freasier/Russell Harvard). Lo cresce fingendosi il padre e lo usa per fare tenerezza sui proprietari di terreni in cui crede si possa trovare petrolio. Nel 1911 un ragazzo di nome Paul Sunday (Paul Dano) si presenta da lui per suggerirgli di recarsi a Little Boston, dove nella terra della sua famiglia c’è la possibilità che ci sia del petrolio. Daniel parte per Little Boston e si finge appassionato di caccia alle quaglie insieme a H.W. Verificata la presenza di petrolio, cercano di comprarla ad un prezzo inferiore al valore vero, ma il figlio del proprietario, gemello di Paul, Eli, fa salire il prezzo a 10.000 dollari, che Daniel darà in parte subito, per permettere al ragazzo di fondare la sua chiesa, e in parte un secondo momento come donazione alla chiesa di Eli. Nel terreno iniziano i lavori di estrazione e Daniel è assolutamente restio a dare la seconda parte ad Eli, che inoltre durante i sermoni sembra comportarsi più da attore, che da credente. Durante i lavori avviene un’esplosione che porte H.W. a perdere l’udito, condizione che porterà Daniel a mandare inizialmente il figlio in un centro specializzato, sopratutto per la pessima reazione del bambino al suo dramma. Intanto a Little Boston arriva Henry (Kevin J.O’Connor), che si dichiara fratello di Daniel, e quest’ultimo, nonostante inizialmente sospettoso, decide di farlo entrare nei suoi affari, per poi scoprire che è un impostore e, risentito, lo uccide. Intanto arrivano proposte dei magnati per l’acquisto dell’azienda di Daniel, ma lui rifiuta, perché vuole essere il diretto venditore del petrolio, perciò decide di costruire un oleodotto fino al mare. Sulla via più diretta però, c’è la casa di un contadino che gli dice che per ottenere il permesso per costruire l’oleodotto sulla sua terra, dovrà convertirsi alla chiesa di Eli. Fa inoltre tornare H.W. a casa e assume per lui un insegnante/traduttore della lingua dei segni. Molti anni dopo, nel 1927, Daniel sarà ormai diventato un uomo ricchissimo, ma solo e triste. Quando H.W. gli comunicherà che seguirà la stessa carriera, e diventerà un suo avversario, Daniel se ne risentirà e gli rivelerà di essere solo un orfano, un “Bastard in a backet”. Riceverà in seguito la visita di Eli, ormai sull’orlo della bancarotta, che gli proporrà un’affare. Daniel tenterà allora di vendicarsi per tutti gli episodi in cui Eli è stato eccessivo, sfidandolo ad urlare a gran voce di essere un commediante, e non un uomo di chiesa. Eli, disperato, accetta, ma verrà ucciso brutalmente da Daniel.

Informazioni

  • Regista: Paul Thomas Anderson
  • Anno: 2007
  • Attori principali: Daniel Day-Lewis, Paul Dano, Kevin J. O’Connor, Dillon Freasier, Russell Harvard
  • Genere: Drammatico
  • Durata:158
  • Premi: 2 Oscar, 1 Golden Globe, 1 BAFTA

E il mio giudizio è…

Posso anche capire l’Oscar a Daniel Day-Lewis, è un film costruito sull’attore protagonista, ma è lungo e di una lentezza esasperante. Rimane pesante, piatto e confuso, come ricordo confuso anche “Vizio di forma” di Anderson. Eppure risulta altissimo in tante classifiche. Sarà che non ne capisco io!

 

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