The killing fields (1984)

Ci pensate mai che la storia che abbiamo studiato a scuola sia molto meno di quello che sarebbe meglio sapere? Quanti capitoli riportano in breve se non in brevissimo, interi secoli di interi paesi, lontanissimi da noi, perché mai si sono scontrati con la storia europea o americana? Quanti eventi storici ci siamo persi, quanti avvenimenti non conosciamo? Io sono una ’92, non sono un’appassionata di storia, al liceo a stento siamo riusciti a trattare la guerra fredda. Ovviamente, a fine liceo, non ho scelto una facoltà umanistica, men che meno “Storia” (perché, magari, loro nel corso dei vari esami, della storia “non convenzionale”, chiamiamola così, sono venuti a conoscenza, forse…).

Non so quanti si trovino nella mia situazione, ma per me la storia, dall’inizio della guerra fredda fino a, probabilmente, la caduta delle torri gemelle, è un grande enorme buco nero, in cui potrebbero essere accadute cose fondamentali per capire gli avvenimenti politici degli ultimi anni, ma anche tanti fatti che non tangono affatto la storia europea. Eppure sono avvenuti.

Quando, prima di Natale, sui social, vidi un video di un viaggio di due travel blogger in Cambogia (questo è il loro blog: Gate309), mi incuriosii. In quel video parlavano di S21, in un primo momento pensai che fosse un’arma, allora cercai su Google e iniziai a leggere. Sarò sicuramente un’ignorante in materia, ma prima di allora non avevo mai saputo che ci fosse stato un genocidio in Cambogia.

Per me “genocidio” è sempre stato collegato all’Olocausto, ai nazisti, alla Seconda Guerra Mondiale, ai campi di concentramento. Invece quel giorno mi si aprì un mondo, un tristissimo mondo. La mia ricerca mi portò alla scoperta non solo del genocidio cambogiano, ma anche di quello cileno, di quello armeno, e altri.

Vi dirò la verità, ora come ora non leggerei libri a riguardo, non ne avrei il tempo e la testa. Però ho scoperto che certe realtà sono state raccontate in alcuni film, quindi ho iniziato a cercarli, anche se alcuni sono abbastanza di nicchia. Sotto Natale, quindi, ho visto il film di cui adesso vi parlo, un film che parla di una storia vera, un film ovviamente duro, che però vi consiglio di vedere, se siete interessati all’argomento.

Trama: Cambogia, anni ’70. Sidney Schanberg (Sam Waterston) è un giornalista americano, inviato dal New York Times in Cambogia per descrivere la guerra civile in corso nel paese, dove il partito comunista, i cui sostenitori venivano definiti Khmer Rossi, guidati da Pol Pot, combatteva contro il proprio governo guidato dal generale Lon Nol (il quale era sostenuto dal governo americano e da Nixon, sia perché aveva sostituito il sovrano in carica, il quale sosteneva i Viet Cong, ovvero coloro che durante la guerra del Vietnam combattevano contro gli americani, ma anche perché l’ascesa dei Khmer Rossi al governo avrebbe significato che questi ultimi avrebbero aiutato il Vietnam del Nord contro gli Stati Uniti nella guerra.). Sidney fu affiancato a Dith Pran (Haing S.Ngor), giornalista e interprete del luogo, con cui ben presto si creò una forte amicizia. Nel ’75 avviene la vittoria dei Khmer Rossi, il paese è in festa ma ben presto si capisce quale sia la situazione: il partito comunista vuole riportare l’intera società al comunismo agrario, creando dei campi di lavoro e insegnando ai bambini i loro dogmi, poiché sono gli unici che, non avendo un confronto col passato, possono gestire la nuova società. Quanto agli adulti, solo coloro che non sono acculturati sopravviveranno: in pratica coloro che erano già braccianti, che non conoscevano le tecnologie, non avevano mai vissuto in città e non conoscevano i dettagli del resto del mondo, erano gli unici a cui poteva essere insegnato il comunismo agrario, tutti gli altri, sapevano già in partenza, che non sarebbero stati convinti da tale ideologia, quindi era meglio annientarli. Sidney, Pran e altri giornalisti, vengono fermati dai Khmer Rossi, ma riescono a sfuggire e a rifugiarsi nell’ambasciata francese, dove coloro che avessero avuto i documenti in regola, avrebbero potuto essere condotti in Europa o Stati Uniti con gli aerei militari. Purtroppo Pran non possedeva più il passaporto, quindi i compagni di ingegnano per procurargliene uno , ma purtroppo la carta fotografica non resse bene la fotografia di Pran e il suo documento venne considerato non valido e venne affidato ai Khmer Rossi che lo obbligano ai campi di lavoro. Nel frattempo Sidney e gli altri ritornano negli Stati Uniti. Negli anni successivi Sidney tenta di avere informazioni sull’amico. Vince anche il Premio Pulitzer, e nel discorso di ringraziamento dedica la vittoria a Pran e accusa il governo degli Stati Uniti per la situazione che ha aiutato a creare in Cambogia. Intanto nei campi di lavoro, Pran tenta più volte la fuga. Nella sua ultima fuga viene bloccato da Khmer Rossi e obbligato a servire alcuni dei loro dirigenti, in particolar modo si occupa del figlio di uno di loro. Nel ’76 i Khmer Rossi accusano i Vietnamiti di essersi impossessati di zone a loro appartenenti, quindi tra i due popoli nacquero delle tensioni che portano i Vietnamiti all’ingresso nel paese e ciò portò i Khmer Rossi a tentare di nascondere i campi di lavoro, le torture e il numero molto grande di uccisioni effettuate. Quando i dirigenti dei Khmer Rossi iniziano ad essere giustiziati, il padre del bambino di cui Pran si occupa, scopre che quest’ultimo conosce l’inglese e gli affida il figlio, affinché venga portato al sicuro in Thailandia, poiché lui invece sa che gli manca ancora poco tempo. Pran quindi prende il bambino e inizia un lungo viaggio, in cui purtroppo il bambino muore a causa di una mina, ma che porta Pran in un campo della Croce Rossa situato al confine con la Thailandia, dove Pran riesce a mettersi in contatto con gli Stati Uniti e dove viene raggiunto ben presto da Sidney.

Informazioni

  • Regista:Roland Joffé
  • Anno: 1984
  • Attori principali: Sam Waterston, Haing S. Ngor
  • Genere: Drammatico, Biografia, Storico
  • Durata:141
  • Premi: 3 Oscar, 1 Golden Globe, 8 British Academy Film Award, altri

E il mio giudizio è…

Doveroso vederlo.

Come già detto, non sono un’esperta di storia, potrei aver fatto errori sulle spiegazioni storiche nella recensione. Ovviamente spero di no, ma nel caso scusatemi.

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