Allied (2016)

Lo so, lo so, sono sparita ancora. Ma studiare per un esame cardine e affrontare intanto l’influenza, non è stato così facile! Però ora cerco di recuperare un po’, magari programmo qualcosa, ma intanto vi racconto il film di ieri, per il quale ho appena finito di piangere… Ma credo che siano i miei ormoni, non un effetto collaterale del film!

Partiamo dal presupposto che Brad Pitt a me non faccia impazzire, e che probabilmente per questo film si sarà botulinato il botulinabile, perché era gonfio come Cip&Ciop con le guance piene di nocciole. Diciamo anche che a me fa sorridere che la storia con cui i Brangelina sono nati parlasse di spionaggio, e la storia con cui i Brangelina sono finiti parli anch’essa di spionaggio. Quando si pensa che a essere scaramantici si fa male…

Bene, ora che vi ho detto le migliori sciocchezze che mi sono passate nella testa durante la visione, farei anche la seria, addirittura!                                                                                                 Mi è piaciuto, ma non mi ha fatto impazzire.                                                                                           Aspettavo il colpo di scena, e guardavo l’orario e non arrivava. Una lunga attesa, quel giusto di ansia, una storia d’amore che ci accompagna nell’intero film ma che resta sempre un po’ sospesa, non viene mai indagato come aspetto. Parte a metà film, non si capisce da cosa sia nato, se non da un affascinamento, e sappiamo solo che continua, ma senza struggenti dichiarazioni d’amore.                                                                                               Ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale, ma senza entrarci nel vivo. E non parlo solo di scene di guerra, che a me neanche interessano, ma di raccontare la realtà del periodo. Dico che film che hanno trattato argomenti simili, ma meglio, ci sono. Basti pensare a “The imitation game”, di cui poi magari vi scrivo, anche se spero lo abbiate visto tutti.                                                                                                                                                                       Spionaggio? Beh se consideriamo gli standard di spionaggio dell’epoca, magari ci sta. Niente a che vedere ovviamente con lo spionaggio moderno.

Ma poi mi sono domandata… Perché se avevano sospetti sulla moglie, hanno coinvolto il marito? Potevano fare la stessa indagine alla cieca. Ah già… Non avrebbe avuto senso girare il film a quel punto, probabilmente… E allora caro “Allied”, non mi hai convinto. Mi sei piaciuto, in qualità di film ambientato nel passato (ricordiamo che a me i film storici, o perlomeno ambientati in epoche passate, di base mi piacciono!), ma il “Mah!” mi ritorna in mente se ci ripenso.

Ricordo che gli spoiler si trovano tra le parentesi quadre, nell’attesa di imparare qualche nuova tecnologia tipo testi a scomparsa e quant’altro!

Trama: Casablanca, 1942. Max Vatan (Brad Pitt), comandate dell’aviazione franco-canadese, arriva in città per prendere parte a una copertura creata per assassinare l’ambasciatore tedesco in Marocco. Insieme a lui, nei panni di sua moglie c’è Marianne Beausejour (Marion Cotillard), già lì da qualche tempo per creare i primi rapporti con la società tedesca. Marianne istruisce Max sulla situazione, sul suo comportamento, lo fa allenare a parlare meglio il francese, il tutto per ottenere l’invito ad una festa in cui sarebbe stato partecipe l’ambasciatore. Tutto va per il verso giusto e i due riescono ad uccidere non solo l’ambasciatore ma gran parte dei tedeschi, per poi scappare. Max, affascinato da Marianne, la invita a seguirlo a Londra, dove i due si sposano dopo poco tempo e dove nasce Anna, la loro figlia, partorita durante un bombardamento in città. I due si trasferiscono fuori città, Marianne si dedica solo alla famiglia mentre Max continua a lavorare in vari progetti utili alla liberazione della Francia dai nazisti. Un giorno Max viene convocato dai suoi superiori e viene messo al corrente di una indagine contro la moglie. Ci sono dei forti sospetti secondo cui la vera Marianne fosse morta nel 1941 e quella che ha sposato sia una spia tedesca che ha preso il suo posto. Max è allora costretto a partecipare ad un piano: avrebbe ricevuto una chiamata quella sera e avrebbe appuntato un’informazione falsa. Se quell’informazione, dopo 72 ore, fosse stata inviata ai tedeschi e ricaptata da loro, i sospetti si sarebbero rivelati fondati, e Max stesso avrebbe dovuto giustiziarla e se invece si fosse rifiutato, sarebbe stato accusato lui stesso di tradimento. Messo alle strette, Max obbedisce, ma nelle 72 ore cerca in tutti i modi di scoprire di più per dimostrare l’innocenza di Marianne. Decide addirittura di dirigersi verso la Francia dove conosce un militare che aveva conosciuto Marianne prima del ’41.

[Quest’ultimo, vista la foto che gli ha portato Max, la riconosce, e benché ubriaco, rivela a Max alcune passioni di Marianne, come il fatto che dipingesse ad acquerello, di cui Max sapeva, ma anche che suonasse il pianoforte, particolare che non aveva mai visto fare alla moglie. Tornato in Inghilterra mette alla prova Marianne, la quale è costretta a dirgli la verità: non è la vera Marianne, ma sui suoi sentimenti non ha mai finto, e sì, ha inviato quell’informazione, come molte altre, ma solo perché era stata ricattata, minacciando di fare del male ad Anna. Max comprende la situazione e la perdona, uccide chi sta ricattando Marianne e va all’aeroporto militare per scappare con la moglie e la figlia, ma non fa in tempo e viene bloccato da un suo superiore, Frank Heslop (Jared Harris). Marianne decide di salvare la situazione, facendo l’unica cosa che non avrebbe causato anche la morte di Max: si suicida. E mentre Max è disperato, Frank, conoscendolo da tempo, decide che nel verbale sarebbe stato riportato che fosse stato Max a giustiziare Marianne.]

Informazioni

  • Regista:Robert Zemeckis
  • Anno: 2016
  • Attori principali: Brad Pitt, Marion Cotillard, Jared Harris
  • Genere: Spionaggio, Drammatico, Thriller, Storico
  • Durata: 124
  • Premi: Varie candidature

E il mio giudizio è…

Come ho detto prima, resta un po’ quel senso di incompiuto, come se poteva essere fatto di più, anche se già da così dura 2 ore. Che però passano in fretta.

Peeeeeeerò la scena nel deserto molto poetica!

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