Emotivi anonimi (2010)

Buongiorno lettori! Soprattutto ai metereopatici come me, oggi è ‘na giornataccia, vero? Allora sapete cosa potete fare? Potete vedere questo filmetto, corto ma divertentissimo. O almeno ieri sera mi ha fatto ridere tanto, che per questo periodo mi è sembrato anche un piccolo miracolo.

Ah scusate, di che film sto parlando? Di Emotivi anonimi, o per dirla col titolo originale Les émotifs anonymes, poiché in francese fa più figo, ma soprattutto vi mette già nella modalità giusta per accogliere questo film. Si sa, i film francesi sono molto simili tra loro, in genere molto romantici, fiabeschi, leggiadri (più che leggeri), colorati e quasi naif. Ma tanto tanto carucci. E così entriamo in questa storia molto breve e riusciamo ad affezionarci ai protagonisti, ai loro problemi e alla loro mimica facciale, che mi ricorda qualcuno… Ah sì, me! E magari per i più critici, ci chiederemo in che periodo è ambientato, ve lo dico subito, non si capisce fino a metà film, quando si vedono delle automobili e magari per i più esperti in questo campo, la localizzazione temporale diventa chiara. Ma io non sono un’esperta di auto, quindi resto con la mini domanda ma anche con la consapevolezza che questa potrebbe essere una storia senza tempo.

Trama: Francia. Angelique (Isabelle Carré) è una donna molto timida, che frequenta un corso di sostegno, gli “Emotivi anonimi”, per confrontarsi e superare il suo problema. Lavorava come cioccolatiera, in anonimato, per il signor Mercier, per evitare il contatto con le persone. Però per la sua bravura era diventata molto nota come “L’eremita”. Tutto ciò termina quando muore il signor Mercier, l’unico che conosceva il suo segreto, e quindi si trova senza occupazione. Trova l’annuncio di una fabbrica di cioccolata molto piccola, il cui proprietario è il signor Jean-René (Benoit Poelvoorde), che ha più o meno lo stesso problema di Angelique ma lo riesce a nascondere. Angelique viene assunta ma solo dopo scopre che il posto non è da cioccolataia ma da rappresentante di vendita, un posto difficile per Angelique, ma dato che l’azienda sta per fallire, si impegna il più possibile. Intanto Jean-René parlando con il suo psicologo, riceve degli esercizi da fare per superare le sue paure: invitare una donna a cena, toccare qualcuno, offrire qualcosa a qualcuno. Viene così incentivato a flirtare con Angelique, più per assolvere agli esercizi che per sua volontà. Nonostante gli approcci non sempre vadano nel verso giusto, Angelique non si allontanerà e anzi insegnerà ai cioccolatai della fabbrica a creare i cioccolatini con il metodo dell’eremita. Per rilanciare la fabbrica, partecipano ad una gara alla fiera del cioccolato, vincendo. Però sempre alla fiera, per un equivoco, gli viene assegnata una camera matrimoniale perciò i due saranno costretti a passare la notte insieme. A causa delle paure di entrambi, Angelique va via ma, una volta tornati a casa, Jean-René, spronato dai suoi dipendenti, si presenterà ad uno degli incontri degli emotivi e si dichiarerà ad Angelique. Una volta riappacificati tenteranno di sposarsi, ma per paura degli invitati, scapperanno via insieme dalla cerimonia.

Informazioni

  • Regista: Jean-Pierre Améris
  • Anno: 2010
  • Attori principali: Isabelle Carré, Benoit Poelvoorde
  • Genere: Commedia
  • Durata: 76

E il mio giudizio è..

Un bel film, senza pretese, ma molto simpatico!

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Un pensiero su “Emotivi anonimi (2010)

  1. A me i film francesi non piacciono, sorry ma proprio non riesco a digerirli a cominciare dal tanto osannato Il mondo di Amelie, anche se trovo la Tatou deliziosa. Invece questo l’ho trovato divertente, come dici tu senza pretese, visto in tv in una serata in cui non c’era null’altro da vedere, ho passato un paio d’ore spensierate. La trama, i discorsi e la recitazione erano talmente assurdi da farli diventare comici. L’epoca in cui è ambientato è volutamente, penso, sospesa. Dai vestiti e dalle relazioni interpersonali sembrerebbero gli anni ’50/60, ma c’è l’idea degli incontri anonimi (molto ultimo ventennio, specialmente se non di alcolisti o tossicodipendenti) ed infine sbuca un’auto recentissima (se non sbaglio una mini rossa).
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