Still Alice (2014)

Oggi parliamo di uno dei film più interessanti dell’ultimo periodo. O almeno per me, vuoi gli studi che sto facendo negli ultimi mesi.

Still Alice racconta di come una malattia può arrivare all’improvviso, farti perdere le certezze e accompagnarti per il resto della vita debilitandoti. Perché in fondo l’Alzheimer è così, inizia piano, può anche procedere piano, ma può anche trasformarti nell’arco di pochi mesi. E Julianne Moore l’ha rappresentato davvero bene, e infatti quest’anno si è portata a casa un sacco di premi. Forse sarà un po’ triste, d’altronde l’argomento non permette molti svaghi, però è una descrizione perfetta.

Trama: New York, giorni nostri. Alice (Julianne Moore) è una cinquantenne molto attiva e affermata, grazie al suo lavoro di insegnante presso la Columbia University. Ha anche una bella famiglia, con un marito (Alec Baldwin) impegnato, come lei, nell’università e tre figli, la più piccola delle quali studia recitazione lontano da casa (Kristen Stewart). Una famiglia del Mulino direte, e in fondo ci manca poco. Ma a rovinare l’idillio è una malattia: prima Alice ha delle piccole dimenticanze che, ben presto, diventano vuoti di memoria, che la portano a fare accertamenti, e la diagnosi, prevedibilmente, è Alzheimer precoce di origine genetica. Ciò porta la protagonista a dover cambiare vita, lasciare il lavoro e cercare di convincere il marito a fare altrettanto, ma soprattutto a dire ai suoi figli di fare un esame specifico per scoprire se gli è stato geneticamente trasmesso, e i relativi sensi di colpa. La malattia procede fino a farle dimenticare a tratti anche i componenti della sua famiglia, nonostante ciò, nei momenti buoni, lei riesce ancora a riderci su.

Informazioni

  • Regista: Richard Glatzer e Wash Westmoreland
  • Anno: 2014
  • Attori principali: Julianne Moore, Alec Baldwin, Kristen Stewart
  • Genere: Drammatico
  • Durata: 99
  • Premi: 1 Oscar, 1 Golden Globe, altri.

E il mio giudizio è..

Consigliatissimo! Recitazione magistrale e film interessante, anche se un po’angosciante, ma la Moore riesce anche a far sorridere, anche se è un sorriso un po’ triste.

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